Bonifica amianto continua il problema in Italia

La bonifica amianto continua a rappresentare un grande problema in Italia.

Nonostante una vastissima legislazione che ha provveduto a mettere fuori legge l’asbesto ormai da decenni, resta in effetti una grande quantità di materiale da rimuovere, lascito del grande utilizzo che se ne fece soprattutto a cavallo degli anni ’70, per scopi edilizi.
Negli ultimi mesi sono stati ripetuti gli allarmi derivanti dalla presenza di amianto, con due casi abbastanza clamorosi, quelli che hanno visto interessate strutture molto frequentate come l’Università di Torino e l’aeroporto di Fiumicino.

 

Episodi che hanno riportato in auge l’amianto e i problemi collegati alla sua rimozione e smaltimento.

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Il pericolo è rappresentato dall’amianto friabile ( bonifica amianto )

 

Va però precisato che contrariamente a quanto si pensa comunemente, l’amianto rappresenta un pericolo vero soltanto quando si presenta in forma friabile.

 

In questo caso può rilasciare nanoparticelle che rappresentano un pericolo micidiale per l’organismo umano, in quanto possono andare a intaccare il nostro apparato respiratorio, generando una serie di malattie tra le quali il famigerato mesotelioma.
Proprio per questo motivo, la legislazione nazionale pur avendone messo al bando la produzione, ne prescrive soltanto un attento monitoraggio, obbligando alla rimozione soltanto una volta che ne sia stata accertata la pericolosità.

 

Ove invece si presenti in forma compatta deve essere eventualmente messo in sicurezza, impedendo che possa entrare a contatto con le persone, in particolare ove si trovi in luoghi pubblici.
Da quanto detto ne consegue anche la necessità di una precisa mappatura, compito che spetterebbe alle regioni, ma che non è stato effettuato come si sarebbe dovuto, lasciando in tal modo zone d’ombra che preoccupano non poco i cittadini, chiamati spesso a far fronte alle manchevolezze istituzionali.

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A chi rivolgersi per eliminare e smaltire l’amianto ( bonifica amianto )

 

Va naturalmente precisato che proprio in considerazione della sua pericolosità, l’amianto deve essere trattato solo ed esclusivamente da personale specializzato, evitando di conseguenza il fai da te.

 

Le società specializzate in questo compito hanno infatti non solo le competenze, ma anche le attrezzature necessarie per poter portare a buon fine la bonifica dei siti loro affidati, senza correre rischi.
Anche lo smaltimento del materiale rimosso, naturalmente, deve essere condotto utilizzando siti creati appositamente, i soli autorizzati a trattare l’amianto.

 

Va precisato che l’amianto può anche essere trattato in loco senza essere rimosso, attraverso la tecnica del confinamento, ovvero utilizzando un involucro compatto per racchiuderlo.

 

Si tratta però di una procedura più costosa rispetto a quella che prevede la rimozione, nella quale occorre comunque procedere all’isolamento della zona da sottoporre a bonifica e il dispiegamento di una serie di operazioni che presuppongono l’utilizzo di materiali protettivi da parte del personale impiegato, come ad esempio tute e autorespiratori.

 

Inoltre alla fine delle operazioni, lo stesso personale deve sottoporsi a docce decontaminanti in appositi spazi per poi utilizzare spazi in cui non esista il pericolo rappresentato dalla presenza di fibre d’amianto.

 

Una serie di procedure obbligatorie a norma di legge e che comportano costi molto elevati, tali da scoraggiare spesso i privati.

 

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